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Giovedì 11 dicembre
“Più penso al silenzio, più la musica mi parla.”
(Silenzio, di Mario Brunello)
Amo il silenzio, ma mi piace ascoltare i rumori.
Un rumore, quando è isolato nel silenzio, diventa un evento.
Ti costringe a tendere l’orecchio.
Il silenzio invece è altrove.
Sta fuori dal tempo: ci ricorda che non esiste una sola direzione in cui andare.
Una volta il vinile aveva questo potere: ti obbligava a scegliere.
Sapevi che ci sarebbe voluto tempo per prepararlo, posizionarlo, ascoltarlo. E quel tempo diventava un luogo: uno spazio fisico, quasi un rifugio musicale.
Oggi lo spazio musicale è dappertutto, portatile, immediato. Una scelta passa da un tocco. Infinite possibilità, zero attesa.
E proprio per questo, prendersi cura del silenzio è diventato fondamentale.
Il silenzio che incontriamo ogni giorno, la musica che facciamo, il modo in cui proviamo a capirla. Tornare ai gesti, alla lentezza necessaria.
Ascoltare un vinile non è solo ascoltare musica: è concedersi un momento di lettura, di riflessione, di tempo vero.
Martedì sera, nella prossima La Brut Époque, decantiamo il silenzio.
Un programma radiofonico sul silenzio sembra una contraddizione, e invece… lasciatemi raccontare quello che succede quando un microfono si abbassa, e il programma continua.

La Brut Époque va in onda il martedì sera in diretta a Fiorano Modenese, sulla storica Radio Antenna 1. Nessuno sa esattamente cosa succederà — nemmeno chi lo conduce. Ogni settimana c’è un tema preciso (almeno nelle intenzioni), attorno al quale ruotano chiacchiere più o meno sensate, musica, libri, film, viaggi mentali di dubbia provenienza e insospettabili riflessioni sulla vita, l’universo e tutto quanto.
Alla guida di tutto questo c’è La Lara: scalcagnata il giusto, con un accento modenese potente come una ruspa e una naturalezza che viene dalla totale incoscienza.
Ogni tanto qualcuno bussa alla porta dello studio: amici, ospiti, passanti, gente che ha sentito del casino. Arrivano, parlano, bevono, raccontano aneddoti che forse non dovevano essere raccontati, e poi se ne vanno, lasciando dietro di sé domande irrisolte e bicchieri mezzi pieni (o mezzi vuoti).
Tra pezzoni incredibili, risate fuori tempo e un “Ma questo si può dire?”, La Brut Époque continua imperterrita la sua missione. Che è mettere in piazza, per tutti quanti, tutto quello che ci piace.

La Brut Époque: chiacchiere, temi strani, musica da libri e film, ospiti assetati. Se fa ridere, vale.
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