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Tom Morello risponde a chi vuole musicisti fuori dalla politica

today24/06/2026 4 1

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Tom Morello risponde a chi vuole musicisti fuori dalla politica
Foto di Egor Ivlev su Unsplash

Il chitarrista dei Rage Against the Machine, Tom Morello, ha risposto a chi sostiene che i musicisti dovrebbero tenersi fuori dalla politica durante un’intervista rilasciata a Metal Hammer Greece il 16 giugno 2026. Con la consueta schiettezza, Morello ha definito questa posizione “molto ipocrita”, ribadendo che rinunciare alla libertà di espressione in base alla propria professione non ha alcun senso.

La lunga militanza politica del chitarrista di Harvard

Nato il 30 maggio 1964, Tom Morello è considerato uno dei chitarristi più influenti della storia del rock alternativo. Rolling Stone lo ha inserito al 18esimo posto nella classifica “Greatest Guitar Players Of All Time”. Laureato in Scienze Politiche ad Harvard, Morello ha sempre fatto della militanza il cuore della sua musica: dai Rage Against the Machine, attivi dal 1991 al 2000 e riformatisi nel 2007, agli Audioslave, fino al progetto solista The Nightwatchman e ai Prophets of Rage. Album come “Rage Against the Machine” (1992), “Evil Empire” (1996) e “The Battle of Los Angeles” (1999) hanno venduto milioni di copie trasformando rabbia sociale e denuncia in inni generazionali.

La carriera di Morello non si è mai limitata al palco: ha partecipato a manifestazioni, picchetti sindacali e proteste, arrivando nel gennaio 2026 a organizzare un concerto di protesta a Minneapolis contro gli agenti federali insieme a Bruce Springsteen. La sua attività spazia dalla musica all’attivismo, dal cinema alle graphic novel, sempre con l’obiettivo di usare l’arte come strumento di cambiamento.

La risposta a chi critica i musicisti politici

Durante l’intervista con Katrin Riedl di Metal Hammer, Morello ha affrontato la questione del rapporto tra musica e politica. Alla domanda su chi sostiene che “il metal non dovrebbe essere politico”, ha risposto: “Quando le persone dicono che i musicisti non dovrebbero essere coinvolti nella politica, significa che sono persone che non sono d’accordo con la tua politica”. Il chitarrista ha aggiunto: “Nel momento in cui scrivi una canzone che si allinea con le loro idee politiche, improvvisamente sono tutti favorevoli”.

Morello ha anche sottolineato l’aspetto della libertà di espressione: “Perché dovresti rinunciare ai tuoi diritti di libertà di parola nel lavoro che fai? Perché offende qualcuno?”. Nel contesto politico americano attuale, con la repressione delle idee e la censura di artisti per le loro opinioni, Morello ha denunciato che “abbiamo un presidente che ti attaccherà personalmente e ti manderà contro il Dipartimento di Giustizia se ti opponi al suo regime”, aggiungendo che “nel momento in cui stai in silenzio è il momento in cui l’autoritarismo vince, è il momento in cui il fascismo sale di qualche altro grado”.

Perché questa dichiarazione è importante per la scena

L’intervento di Morello arriva in un momento in cui il dibattito sulla neutralità degli artisti si è intensificato, soprattutto negli Stati Uniti. La sua posizione rappresenta un contrappeso fondamentale alla crescente pressione commerciale che spinge i musicisti a evitare temi controversi. Per una scena come quella metal, punk e hardcore, che storicamente ha fatto della ribellione e della denuncia sociale i propri pilastri, le parole di Morello sono un richiamo alle origini: la musica pesante non è mai stata neutrale, e pretendere che lo diventi significa tradirne la sua natura.

Francesco Ippolito

Scritto da: Fra On The Block

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