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Pezzi da Novanta

“Pezzi da Novanta”, gli anni musicali che hanno salutato un millennio

Sfondo
Martedì 15:00 trending_flat 16:00

Puntata 2: IL RITORNO DEL PROG

L’età dell’oro del rock progressive é durata pochissimo, dal 1969 al 73: anni a cui é seguito un lungo momento di declino durato più o meno fino al 1977. Negli anni Ottanta il genere sembra morto e sepolto, sebbene ci siano band che cercano con tutte le forze di tenerlo in vita (Marillion, IQ, Pendragon, Solstice, Cardiacs) ma senza raccogliere particolari risultati. All’inizio degli anni Novanta, quando ormai nessuno se lo aspetta, succede qualcosa di meraviglioso: ritorna il mellotron, ritornano le sonorità sognanti con le liriche poetiche, ritornano i pezzi di venti minuti e i tempi dispari. In breve: ritorna quella concettualità musicale che nel “decennio perfetto” aveva portato il rock a fondersi addirittura con la musica classica. Nei 90s ci pensa la Svezia a tirare la volata alla resurrezione del prog. Ci pensano anche l’Italia, gli Stati Uniti e l’Ungheria. Riecco il Prog, attraverso una playlist-piovra che cerca davvero di non dimenticare niente e nessuno.

Pezzi da Novanta Puntata 2

 


Dalla caduta del muro di Berlino al millennium bug: il decennio musicale che ha salutato un millennio

La musica degli anni Novanta irrompe sulla scena internazionale dopo due decenni diversissimi tra loro: gli anni Settanta, culla del classic rock e del progressive, ma tuttavia anche teatro della nascita del punk e della new-wave, e gli anni Ottanta, che fin dall’inizio cavalcano il fenomeno delle discoteche e si fanno ballare -letteralmente- sulla scia di una grande rivoluzione elettro-pop. Ma per concludere un intero millennio (e in particolare uno dei secoli più folli e movimentati della storia), questo non poteva bastare. Mancava un guizzo finale, una bandiera di ennesime trasformazioni e sperimentazioni (ma anche di nostalgie che andassero a ripescare nei decenni precedenti cose che sembravano morte e sepolte). Il contesto storico é assolutamente favorevole alle grandi missioni musicali: nel novembre del 1989 crolla il Muro di Berlino, nel maggio del 1990 l’OMS cancella l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali, nell’ottobre dello stesso anno Gorbacev ottiene il premio Nobel per la pace ma solo un mese prima inizia la Guerra del Golfo: é un mondo di affascinanti contraddizioni, proprio come fu per gli anni Settanta. E… Settanta mi dà tanto…

Pezzi da Novanta é una trasmissione che ripercorre le tappe fondamentali della musica dei 90s. Il progressive rock risorge, dopo che per oltre quindici anni era stato dato per spacciato. Nascono il grunge e il brith pop, mentre il glam rock inventato da Lou Reed e David Bowie si mette la Gibson Les Paul addosso -e un sacco di capelli in testa- e nascono i Guns ‘n Roses. Arriva anche il trip hop dei Portishead e dei Massive Attack, arriva il post-rock (inventato dapprima dai Talk Talk e poi trasformato in autentico sottogenere del rock dagli Slint), arriva l’hip hop americano che, a differenza del decennio precedente, é in grado anche di scalare le classifiche. In Italia il gruppo punk Prozac + subisce un’interrogazione parlamentare per il testo di Betty tossica, ma torna anche in forma il cantautorato. La scena alternative (Afterhours, Marlene Kuntz, CCCP / CSI / PGR e Verdena) é all’apice. Arriva l’hardcore, che già negli anni Ottanta aveva dato avvisaglie importantissime ma non era esploso. Non così, almeno. Il primo maggio del 1997, a Torino, gli anarchici manifestano in piazza Statuto e i mass media coniano il termine “squatter”, con cui martelleranno le masse di vecchi democristiani fino al G8 del 2001: evento in cui sono finiti per sempre i sogni di almeno due generazioni.

Gli anni Novanta resistono dentro il cuore di chi li ha vissuti e di chi va ogni giorno a saccheggiare una discografia per tutti i palati, che spazia dalla voce melodiosa di Alanis Morisette alla carica dei Pantera di Far Beyond Driven, dagli esperimenti orchestrali dei Godsopeed you! Black Emperor allo sludge e allo screamo dei più rabbiosi intepreti dell’hardcore, fino ad arrivare alla working class europea che si divide davanti al grande dilemma: Oasis o Blur? Se é vero che… Settanta ti dà tanto, é anche vero che dagli anni Novanta si può ottenere la risposta più completa e complessiva che la generazione successiva ha saputo dare.


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