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La nave dei folli

La Nave dei Folli #7.34

micMatteotoday14/09/2026 38 1

Sfondo
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    La Nave dei Folli #7.34 Matteo


Episodio 7.34
Con Jerome Liss si chiude il ciclo (il primo, forse non l’ultimo) di introduzioni dedicate al vasto
argomento racchiuso sotto il nome di facilitazione. Nata nel dopoguerra in concomitanza con la
cibernetica, di cui ne rappresenta l’applicazione nel campo delle scienze sociali, include teorie e
metodi che si sono sviluppati attraverso il lavoro di gruppo, in ambiti che vanno dalla ricerca
accademica al mondo del lavoro, dalla politica alla religione, e che spesso ruotano attorno alla
psicoterapia. Direzione, quest’ultima, seguita anche da Liss, che a partire dagli anni Ottanta si
trasferì in Europa e nel 1986 contribuì alla fondazione della Società Italiana di Biosistemica, in
seguito diretta da Maurizio Stupiggia.
La biosistemica mette al centro le emozioni, per la loro complessità psico-corporea, per i loro
aspetti neurofisiologici, per la loro ricaduta sui territori dell’immunologia e più in generale della
psicosomatica, e per la loro centralità in qualunque argomento clinico e psicopatologico. Liss
concepisce la vita affettivo-emotiva come un sistema complesso formato da sotto-sistemi (ormoni,
neuroni, muscoli ecc.) e, allontanandosi da Reich, il suo punto di riferimento teorico diventano
Edgard Morin con il suo modello epistemologico “sistemico”, e il lavoro di Henri Laborit con i
neurolettici. Autori, questi ultimi, che hanno avuto un ruolo cardine nello sviluppo e diffusione
dell’approccio cibernetico, nell’individuare ciò che a livello sociale, comportamentale e perfino
biologico intralciasse lo sviluppo di un essere umano pienamente realizzato, che superando le
rigidità delle vecchie forme di organizzazione sociale e il modo in cui questa plasmava la coscienza
individuale, si lanciasse nella nuova dimensione ciber-democratica con l’obiettivo di realizzare la
società dell’informazione.
Altro olio nella macchina del nuovo sistema è stato sintetizzato anche da un’altra idea di Liss, che
ebbe ancor maggiore successo rispetto alla biosistemica, la “comunicazione ecologica”, che in un
certo senso rappresenta uno dei principali approdi dei primi decenni di “lavoro in gruppo” e prepara
il terreno a quelli che saranno i capisaldi della facilitazione: comunicare in modo ecologico significa
coltivare le risorse di ogni persona, rispettare la diversità e nello stesso tempo mantenere una
coesione globale in modo che tutti possano agire insieme per un obiettivo comune. Il metodo punta
a ottenere un equilibrio tra bisogni individuali e crescita della totalità, attraverso strumenti che di lì
a poco si diffonderanno in tutto il mondo occidentale e occidentalizzato: critica costruttiva,
risoluzione dei conflitti, sviluppo dei progetti, cooperazione, empatia corporea, metacomunicazione,
comunicazione non verbale.
Preferendo l’evoluzione alla rivoluzione, Liss sosteneva l’importanza di cambiamenti lenti e
profondi mentre aveva profonda sfiducia dei rivolgimenti sociali che all’epoca erano interpretati
principalmente in chiave marxista e unicamente come “presa del potere”, che non soltanto secondo
Liss non comprendevano e dunque non modificavano la “struttura” del potere. Dove abbiano
condotto questi percorsi, si è visto nel corso di questi ultimi decenni. C’è da capire se una maggiore
empatia e orizzontalità stiano favorendo la nascita di comunità umane libere oppure, come
temiamo, non abbiano invece illuso circa le possibilità di emancipazione, rafforzando invece il
comando statal-finanziario di chi possiede il monopolio di armi, industrie e strumenti di
condizionamento, che è riuscito a recuperare anche questa forma di ipotetica resistenza. Il sogno di
partecipazione, con gli scolari che decidono assieme agli insegnanti cosa va insegnato e perché, i
pazienti che si accordano con medici e infermieri per stabilire il programma ospedaliero, i
lavoratori che decidono con i dirigenti le modalità di conduzione aziendale, e perfino i detenuti che
partecipano all’autogestione della propria incarcerazione – come ha provato a fare la tradizione
della socialdemocrazia nordica – non si è rivelato più che altro un incubo?

Sommario 7.34
 Introduzione con António Guterres (riunione ONU 2025)
 IOA – Spot 63 – La conquista dell’immortalità
 Tokyo Dawn Avatar Robot Cafè (Tg1 07/07/2026)
 Woke 1 was crazy – con Giovanna Botteri (La7 24/8/2026) Alexandria Ocasio-Cortez e
Zohran Mamdani
 NdF – A carte scoperte. Alla sistemica ci opponiamo in modo sistematico
 Voilà le passeport numérique des produits

Riferimenti 7.34
 Highdelberg, Kosmische Phyrze (Highdelberg, 1976)
 Wallenstein, Pork Music (SSSSS..Top, 1981)
 Gurnemanz, Pappilan Pellola (Spielmannskinder, 1975)
 Gnarls Barkley, Crazy (St. Elsewhere, 2006)
 The Clash, The Card Cheat (London Calling, 1987)
 CCCP – Fedeli alla linea, Aghia Sophia (Epica Etica Etnica Pathos, 1990)
 Larum, O Ignee Spiritus + Nunc Aperuit Nobis (The Music of Hildegard von Bingen – Live
at Public Records, 2022)
 Jacques van Oortmerssen, di Carl Philipp Emanuel Bach, Sonata per Organo solo in Re
maggiore Wq. 70 n. 5 – Adagio e mesto (1755) (Organ Works, 1992)
 Hannes Kästner, di Johann Sebastian Bach, Toccata e fuga in Re minore BWV 565 (1702-03)
(Bach Organ Music, 1988)
 Larum, O Orzchis Ecclesia + O Choruscans Lux Stellarum (The Music of Hildegard von
Bingen – Live at Public Records, 2022)
 Edoardo Bennato, Il gioco delle tre carte (Canzoni Tour, 2008)
 Mandy B Jones, 1-2-3-4 (We Ain’t Got Much Time) (1977)


La nave dei folli

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