play_arrow

keyboard_arrow_right

Listeners:

Top listeners:

skip_previous play_arrow skip_next
00:00 00:00
chevron_left
volume_up
chevron_left
  • cover play_arrow

    Live

play_arrow

La nave dei folli

La Nave dei Folli #7.25

micMatteotoday01/06/2026 1

Sfondo
  • cover play_arrow

    La Nave dei Folli #7.25 Matteo


Episodio 7.25

Secondo lo storico dei mass media Claus Pias, il modello di pianificazione cibernetico adottato dai fratelli Schnelle poteva essere applicato tanto alle «creature viventi come a macchine ed apparati, all’economia così come ai processi psichici, ai fenomeni sociologici così come a quelli estetici». (“Zeit der Kybernetik. Eine Einstimmung”, in Cybernetics – Kybernetik, The Macy Conferences 1946-1953, Diaphanes Verlag, Berlin-Zürich, 2004, p. 14) Partendo dagli arredamenti da ufficio, passando per la progettazione di ambienti di lavoro open space fino all’ultima loro azienda, i fratelli Schnelle hanno fatto penetrare la cibernetica in molti meandri della società. L’approccio Metaplan di consulenza per i vari tipi di organizzazioni, tutt’ora in auge, consiste nel lavorare «insieme ai clienti per capire e modellare la tanto complessa quanto entusiasmante interazione tra socialità e sistema», non con l’obiettivo di «cambiare in modo diretto il comportamento delle persone ma piuttosto quello di creare strutture in cui le persone si comportino diversamente» e si basa su tre principi.

«1) La teoria è pratica. Facciamo uso di solide basi di scienze dell’organizzazione, in particolare della teoria dei sistemi di Niklas Luhmann. Non applichiamo la teoria in maniera dogmatica. Sviluppiamo invece approcci pragmatici che si dimostrano utili nel trovare soluzioni nei casi concreti. 2) La pratica e la teoria si rinforzano vicendevolmente. Scegliamo di lavorare nell’interfaccia tra dialogo scientifico e manageriale. 3) Il cambiamento nasce dalle intera zioni. Sin dalla nostra creazione nel 1972, ci siamo focalizzati sulla leadership e sul dialogo consulenziale. (…) La creazione di interazioni – dalle conversazioni iniziali sino alle serie estensive di workshop o alle conferenze manageriali – costituisce il nostro strumento quotidiano di lavoro, che rimettiamo quotidianamente in questione e sviluppiamo costantemente. Le tecniche di facilitazione Metaplan vanno ben oltre l’utilizzo virtuoso della tecnica Metaplan di moderazione delle interazioni, e offre ai dialoghi una struttura che li rende produttivi.» (“L’approccio Metaplan – Perché lavorare con Metaplan?” – https://www.metaplan.com/it/about-us/metaplan-approach/)

Negli anni Metaplan ha conquistato molte altre nazioni, dove sono spuntate collaborazioni con ditte locali che ne hanno importato il metodo. Nel nostro caso si tratta di Poliste, fondata a Cagliari dove ha tuttora la sede, per costruire «impatto sostenibile. Dal 2003 cambiamo il mondo intorno a noi con la forza inclusiva dei processi partecipativi». Dal 2006 è l’unico partner ufficiale italiano del gruppo Metaplan®, con cui negli anni ha realizzato «processi di consulenza organizzativa e manageriale, processi partecipativi inclusivi di analisi e intervento su un problema, redazione collettiva di piani, progetti, output di vario genere, ricerche, indagini di mercato, sondaggi, formazione-intervento, convegni e workshop di taglio interattivo».

L’azienda è formata da una nutrita pattuglia di facilitatori, consulenti, formatori edesperti, che opera con pubbliche amministrazioni, imprese e “attori locali” fornendo loro «processi,prodotti eservizi che non solo rispondano alle esigenze economiche ma siano anchesostenibili esocialmente responsabili» (“Chi siamo”, dal sito internet di Poliste). Le branche, o “business unit”, su cui lavora sono Sviluppo Sostenibile, Progettazione Europea, Business Innovation,Public Management,Lifescience e Agrifood, adottando «un modello di business rigenerativo capace di trasformare concretamente organizzazioni e territori». Oltre alla tecnica Metaplan per la gestione «dei processi di comunicazione nei gruppi di lavoro, basata sull’alternanza di momenti strutturati di lavoro individuale, di gruppo e in plenaria» con l’obiettivo di «evidenziare i punti di vista di un gruppo di individui su un determinato tema, per arrivare ad un’analisi che consideri le affermazioni di tutti e mantenga la ricchezza delle proposte individuali, portando il gruppo verso un risultato operativo», Poliste adopera tutta una serie di metodologie di facilitazione e organizzazione quali:

«Goal Oriented Project Planning (GOPP), metodologia di progettazione partecipata che facilita la pianificazione di progetti secondo l’approccio del PCM – Project Cycle Management, diffuso dalla Commissione Europea come standard di qualità nelle fasi di programmazione, gestione e valutazione di interventi complessi. European Awareness Scenario Workshop (EASW, marchio registrato dalla Commissione Europea – Programma Innovazione), per la creazione di scenari ambientali, sociali ed economici tra vari portatori di interesse a livello locale. L’obiettivo del workshop è sviluppare una visione condivisa sul futuro sviluppo sostenibile della propria comunità e proporre idee su come realizzarla. Open Space Technology (OST) o metodologia dello Spazio Aperto di Discussione, tecnica di gestione di workshop nata da un’intuizione di Harrison Owen, esperto americano di scienze dell’organizzazione. Delphi Analysis, metodologia di lavoro a distanza che consente di raccogliere le opinioni di esperti in relazione ad un tema, spesso all’interno di una ricerca scientifica o sociale, e ai suoi trend di sviluppo. Nominal Group Technique (NGT), tecnica strutturata di facilitazione basata sull’alternanza di momenti di lavoro individuale e in gruppo, che persegue il raggiungimento del consenso tra i partecipanti attraverso la classificazione organizzata di idee e contributi. Business Process Reengineering (BPR), metodologia di intervento mirata all’individuazione delle criticità dei processi aziendali e degli ambiti di miglioramento possibile. Opera sugli aspetti di tipo organizzativo, mantenendo però un occhio attento al punto di vista del cliente. Business Model Canvas (BMC), strumento strategico che consente di creare nuovi modelli di business o di rafforzare i modelli già esistenti.»(Dall’opuscolo “Costruiamo impatto sostenibile. Dal 2003 cambiamo il mondo intorno a noi con la forza inclusiva dei processi partecipativi”, 2023)

Per concludere questo panorama, desolante, ci basti dare un’occhiata al progetto di Poliste che investe l’ambito Lifescience, all’insegna del We Make Science Open… «Dal 2010 ci dedichiamo con passione a trasformare il panorama dell’industria farmaceutica italiana ed europea, offrendo consulenze specialistiche per la progettazione e conduzione di Advisory Board, Expert Meeting, Analisi Delphi, Workshop NGT, Workshop di Patient Engagement, Workshop di Brand Planning e di Strategia e Marketing. La nostra missione è chiara: rendere la scienza accessibile e collaborativa, facilitando la costruzione condivisa di nuovo sapere esperto.» La loro filosofia propagandata è credere nel potere della collaborazione, la loro forza ostentata credere nella capacità di creare reti di conoscenza, moderando discussioni con rigore metodologico senza compromettere l’aspetto relazionale, integrando al metodo Metaplan una «ampia esperienza terapeutica, competenza di dominio, che ci permette di offrire soluzioni innovative e coerenti con gli obiettivi di progetto, gestione gruppi eterogenei, coordinando da 3 a oltre 300 partecipanti», offrendo inoltre un approccio fortemente interattivo, sia con incontri in presenza sia con sessioni remote o ibride. «La nostra offerta di valore ha rivoluzionato il metodo di produzione del sapere esperto nelle life sciences, conquistando la fiducia di molti dei più importanti player del settore farmaceutico a livello globale. Attraverso il nostro approccio innovativo, rendiamo la scienza più aperta, accessibile e collaborativa, promuovendo un futuro dove la conoscenza è costruita insieme, con rigore e trasparenza.» (Ibid.)

Sommario 7.25

  • Introduzione con allevatore valdostano e Larry Ellison di Oracle
  • La Nave dei Folli secondo CHATGPT
  • IOA – Spot 49  Gli oggetti che compriamo
  • Hantavirus parte quarta – Ilaria Capua risponde alle domande sulla pericolosità dell’Hantavirus (La7, “Omnibus” 12/5/2026)
  • Drone militare Black Hornet
  • IOA – Spot 50  L’arma da fuoco
  • Cina, a bordo del taxi a guida autonoma
  • Cina, droni-mosca
  • Torino, a bordo dell’autobus a guida autonoma
  • IOA  Nostalgia
  • Aviaria e Norovirus (con Matteo Bassetti & Bordeaux, EuroNews e AskaNews 13/5/2026)

Riferimenti 7.25

  • Ten To Zen, Innerst (1972-1976)
  • Chronos, Schaudernacht (1972-1976)
  • Casco, Cybernetic Love (1983)
  • MGZ, Hai paura? (bum bum version) (Cambio vita, 1995)
  • Zhony Style, Hantavirus (2026)
  • Jubei and Consequences, Black Hornet (Platinum Breakz 4, 2014)
  • Kokusyoku Sumire, A Clockwork Rabbit (Alice In The Underground, 2010)
  • David Cronenberg, The Fly (La mosca) (1986)
  • Howard Shore, The Fly (La mosca) (1986)
  • Kokusyoku Sumire, Cosmosong (Cosmopolitan, 2014)
  • Heratius, Gwend Electrochoc (Gwendolyne, 1978)
  • Amanda Jayne, Circo Volante (Swoon, 2007)
  • Enzo, Hantavirus (2026)

La nave dei folli

0%