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Sparta: nuovo singolo Everything You Say e album 2026

today04/05/2026 1

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Sparta: nuovo singolo Everything You Say e album 2026
Foto di Rocco Dipoppa su Unsplash

Gli Sparta sono tornati con un nuovo singolo e video per “Everything You Say”, brano estratto dal loro sesto album Cut A Silhouette in uscita il 29 maggio 2026 via Equal Vision Records e Dine Alone Records. Il trio di El Paso, guidato dal veterano Jim Ward, ha registrato l’intero disco in soli sette giorni con il produttore J. Robbins presso i Magpie Cage Recording Studios.

Dalle ceneri degli At The Drive-In alla rinascita post-hardcore

Gli Sparta si sono formati nel 2001 a El Paso, Texas, dopo lo scioglimento degli At the Drive-In. Il loro album di debutto Wiretap Scars è uscito nell’agosto 2002, seguito da Porcelain nel luglio 2004 e Threes nel 2006. La band ha attraversato diversi periodi di pausa, con il quarto album Trust the River arrivato solo nel 2020 dopo un silenzio di 14 anni.

Il successo di Porcelain e Threes ha portato la band ad apparizioni in vari late night show e ad aprire per i Pearl Jam nel 2003, con una tappa allo Spectrum di Philadelphia. Dopo aver suonato Wiretap Scars e Porcelain nella loro interezza durante tour celebrativi, Neil Hennessy dei Lawrence Arms è stato ufficialmente arruolato come batterista a tempo pieno, riportando gli Sparta alla formazione a trio.

Un album registrato in una settimana per lasciare un’impronta

“La musica di questo pezzo è stata portata da Matt [Miller] alle prime sessioni di scrittura a casa mia a El Paso, ritoccata in una stanza d’albergo a Oklahoma City e suonata al soundcheck quella stessa sera,” ricorda il frontman Jim Ward. “È una di quelle canzoni che prende forma subito e non importa come la aggiusti, finisce sempre per tornare dove è iniziata. La adoro”. “Questa è una canzone sognante sull’attesa e l’amore. Un grande urlo che dichiara desiderio”.

“Sembra che siamo di nuovo una fottuta band,” dice Ward. “Tutti e tre noi siamo in una stanza, scriviamo insieme, ci ascoltiamo a vicenda; questo è ora un processo creativo costruttivo, ed è ora la fine di quest’era”. Il titolo dell’album deriva da una frase di Macaulay Culkin in un documentario su John Candy: “Ha detto che quando ha incontrato John Candy, lui è semplicemente entrato nel tuo cervello e ha tagliato una silhouette. È come se avesse lasciato un’impronta, nel modo in cui la vedo io. E quando l’ho sentito dire, ho pensato ‘Oh! Ecco cosa voglio che sia questo disco.’ Voglio che lasci un’impronta. A questo punto della mia carriera, è ciò che desidero”.

Perché questo disco conta per la scena post-hardcore

Cut A Silhouette rappresenta una dichiarazione di intenti per una band che ha scelto di non vivere di nostalgia. Dopo aver celebrato i primi due album con tour dedicati, Ward e compagni dimostrano che a 25 anni dalla formazione hanno ancora qualcosa da dire. La scelta di registrare in soli sette giorni con un produttore iconico come J. Robbins non è casuale: è il ritorno all’immediatezza e alla spontaneità del rock alternativo degli anni 2000, quando l’emozione veniva catturata al volo.

Il formato a trio obbliga Ward a portare tutto il peso di chitarre e voce, costringendo la band a suonare più serrata e diretta che mai. In un panorama dove molti veterani della scena post-hardcore si accontentano di riproporre vecchie formule, gli Sparta hanno scelto la strada più difficile: evolversi mantenendo intatta l’identità.

Francesco Ippolito

Scritto da: Fra On The Block

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